Vi siete mai chiesti come sarebbe realizzare un film fatto di foto?
Questo è quello che ha fatto Jonàs Cuaròn: attorno alle immagini scattate per oltre un anno, immagini spontanee di persone nella vita di tutti i giorni, ha costruito una storia fatta di una successione ordinata di foto in bianco e nero con l'audio- player over. Immagini fisse animate dal sonoro. Immagini vere, tratte da scene di realtà, inserite in una fiction, in cui la fotografia ha il sopravvento sulla recitazione.
Un film insolito, la cui trama può essere riassunta in un'impossibile storia d'amore tra Molly, giovane americana di 21 anni che decide di andare in Messico per cambiare vita e Diego, un ragazzetto messicano nel pieno della pubertà.
Un tocco fresco e delicato unito ad una scelta stilistica interessante fanno di questa photo-story un'esperimento ben riuscito, se non per l'originalità dei contenuti, per il modo in cui questi sono presentati allo spettatore, con innocenza, tenerezza , un pizzico di humour ed una sincerità disarmante.
Il contrasto tra le immagini di vita reale e la finzione della storia sottolinea il passare del tempo e il susseguirsi delle stagioni della vita; Jonàs Cuaròn cattura bene, da un lato, la timidezza e il desiderio tipico dell'inzio dell'adolescenza maschile e dall'altro il fatto di essere stranieri in un luogo di cui non si conosce la lingua, tutte esperienze personali che il giovane regista ha rielaborato per fini artistici, dando rilievo ad un sentimento, espresso più a parole che a fatti, mai sfociato, se non nelle elucubrazioni dei protagonisti.
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