17 settembre 2017

Champagne Socialist Milano: ecco perché il vino naturale è trendy ma non è solo una moda


Champagne Socialist Milano, Tel. 02 204 7295, l’enoteca a Porta Venezia con 400 vini naturali e conserve vintage. Ha ritirato su la serranda dopo la pausa estiva l’indirizzo inaugurato il 12 luglio 2017 in via Lecco 1, al posto di un baretto senza pretese, a due passi dalle vie più africane della città (via Tadino e traverse). Siamo nel cuore gay del quartiere di Porta Venezia. Nella Milano città di mode, e modi, a volte dannatamente sexy, da Champagne Socialist si beve vino naturale o meglio vivo, con zero solfiti aggiunti, prodotto, come ci assicurano, da vignaioli indipendenti, italiani ed europei.



Etichette selezionate che lo rendono unico in città. “Sulla tendenza del raw wine (vino grezzo) e di wine bar molto popolari all’estero, abbiamo voluto creare l’atmosfera di un negozio di dischi, dove si sta bene, proprio come funziona negli indirizzi giusti di Londra, Barcellona, Parigi”, ci ha detto Alessandro Longhin, uno dei due titolari di Champagne Socialist.

Ecco in 11 punti cosa c’è da sapere su Puntarella Rossa.



Di Maria Teresa Melodia
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15 settembre 2017

Cheese 2017, viaggio nei formaggi del mondo: appuntamento a Bra con Slow Food

L’edizione è l’undicesima, il compleanno da festeggiare il ventesimo. Dal 15 al 18 settembre arriva a Bra e, per la prima volta anche a Pollenzo, la grande manifestazione dedicata al settore lattiero-caseario. Occhi puntati su latte non pastorizzato, fermenti naturali, allevamenti sostenibili e cambiamenti climatici. Ecco gli appuntamenti più gustosi. E i formaggi più curiosi e rari da assaggiare

Dagli Stati Uniti, il Rogue River Blue


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01 settembre 2017

Travel designer: ecco chi crea viaggi di lusso. Per farci sognare “su misura”

Chi organizza viaggi da mille e una notte per portafogli da paperoni? Non semplici guide né agenzie viaggi alla portata di tutti i comuni mortali, bensì travel designer. Ovvero progettisti, per professione, di itinerari personalizzati in tutto il mondo, dall’Antartide alla Nuova Zelanda. I migliori? In anteprima su Dove, vi sveliamo chi sono, i loro aneddoti con i vip e i retroscena di itinerari davvero memorabili. Tra Giappone, Maldive, Francia e Nuova Zelanda. Ma anche, naturalmente, l'Italia.


credit: Sandrine Boyer Engel 


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01 agosto 2017

Bio.it Milano, pizza e cucina di stagione in Isola (all’ombra del Bosco Verticale)

Bio.it Milano Tel. 02 36798430. Alla sera pizza napoletana, cotta nel forno inaugurato a maggio 2017. E’ questa la novità del ristorante Bio.it, nato nel 2014 proprio sotto il bosco verticale progettato da Stefano Boeri. Non solo. Fino a settembre 2017 c’è anche una proposta di piatti estivi. Spingetevi appena dietro i due ormai celebri palazzi a torre che sovrastano il quartiere Isola e scorgerete una veranda a vetri che introduce all’ampia sala interna con bancone caffetteria e cucina a vista. Se guardando all’insù l’occhio si riempie di verde, nel piatto c’è una cucina sana, creativa, biologica con ingredienti buoni, tra arredi bianchi e un centinaio di coperti.



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28 luglio 2017

Vietnam: da Ha Long Bay a Ho Chi Min City, un viaggio a tutto colore

Sette tappe da non perdere, suggerite da Luca Bracali, fotografo autore del viaggio per immagini che Dove pubblica in anteprima. Un itinerario tra paesaggi, volti e gesti di una cultura rurale e antica. Per scoprire uno dei Paesi più visitati del Sud Est Asiatico


credits: Luca Bracali

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21 luglio 2017

Orto Erbe e Cucina Milano, menu estivo al basilico tra le piante aromatiche della bottega in Porta Genova

Orto Erbe e Cucina Milano tel. 02 83660716. Fino alla fine di agosto 2017 il basilico, erba estiva per eccellenza, è protagonista, in otto varianti, della carta che trovate da Orto, bottega di aromatiche con piccola cucina, nata nel 2015 in una traversa di corso Genova.



Ambiente e cucina. Entrati nel locale, arredato in modo spartano e rustico, vi accoglie una piccola stanza con una decina di tavolini in legno che quasi sembra di essere in una casa vagamente bucolica. Sulla sinistra si esce in una veranda piena di ordinate piantine profumate (in vendita a 2,90 – 3,50 euro con confezione in juta) che sono il vero punto di forza di Orto – erbe e cucina.
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Di Maria Teresa Melodia
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19 luglio 2017

Il bio delle piccole cose

Ci sono luoghi, e persone, che per non morire rinascono. Grazie alla valorizzazione di risorse e tradizioni gastronomiche si può infatti essere teatro del passato scorgendo il nuovo che avanza. Così hanno fatto molte comunità della Val di Vara, vallata poco popolata dell’Appennino Ligure, dietro alle Cinque Terre, nell’entroterra spezzino puntellato da pannelli fotovoltaici e attraversato da torrenti che confluiscono nel fiume Vara. Dalla costa ligure di Sestri Levante o dalla Lunigiana toscana si entra in una Liguria silenziosa, a tratti segreta, fatta di quindici borghi medievali dalle case colorate, con mulini, pievi, fortezze lascito della radici bizantine. In un territorio aspro e insieme dolce, di una bellezza fragile, in parte devastata dall’alluvione dell’ottobre 2011, tra boschi, pascoli e natura incontaminata, si snoda, a sorpresa, un vero e proprio itinerario enogastronomico. 




In particolare in Alta Val di Vara, tra La Spezia, Genova e Parma, ci sono Varese Ligure e altri sei comuni, Maissana, Carro, Carrodano, Zignago, Sesta Godano e Rocchetta Vara, che nei primi anni 90 hanno puntato su allevamenti e agricoltura biologica. Sorge qui il Biodistretto, che dal 2014 ha dato formalmente vita alla “Valle del biologico”, motore economico locale che raggruppa un centinaio di aziende su 345 chilometri quadrati. Una realtà, che, come spiega il Presidente Alessandro Triantafyllis, è il coronamento di un percorso iniziato grazie all’intuizione di Maurizio Caranza, sindaco di Varese Ligure scomparso nel 2008. A fronte di uno scetticismo iniziale degli agricoltori, la scelta, unica in Liguria, è stata premiata dal mercato se si pensa che la domanda di cibo biologico non si arresta. Oggi in Val di Vara il 55% delle terre coltivabili sono certificate bio, circa tre mila ettari di superficie, una delle estensioni più grandi in Italia. Fiore all’occhiello? Due grandi produzioni: carne e casearia grazie alle due cooperative con punti vendita a Varese Ligure, la San Pietro Vara e la Casearia Val di Vara.

IL BORGO ROTONDO, TRA BOTTEGHE E CARRUGI
Il consiglio è quello di iniziare passeggiando tra i portici di Varese Ligure, fulcro della Valle del Biologico, per poi spingersi fino alla media e bassa Val di Vara, che comprende i paesi di Beverino, Bolano, Borghetto, Brugnato, Calice al Cornoviglio, Follo, Pignone e Riccò del Golfo. Varese ligure, tra i borghi più belli d’Italia, da sempre crocevia di popoli, è il primo comune in Europa ad aver ottenuto nel 1999 la certificazione di qualità ambientale. Il centro storico si sviluppa attorno al castello che si erge sui resti di un antico castrum romano. La struttura rotonda del XV secolo voluta dai Fieschi convive con l’attuale Piazza Fieschi che in estate ospita il festival lirico. Merita una visita il quartiere di Grecino, caratterizzato dal ponte in pietra ad un’arcata del 1515. Si trova qui la bottega di Pietro Picetti, ex bancario, artigiano ottantenne, che crea stampi di legno per i corzetti, dischi di pasta fresca (da condire con salsa di noci o battuto di pinoli) incisi con gli stemmi delle casate gentilizie liguri del 1700. “Con la tua forma arrotondata sei una splendida portata, ma l’effetto è pittoresco quando ammiro il tuo arabesco”, inizia così l’ode al corzetto che si può leggere nel regno di Picetti, che con orgoglio afferma: “Ho voluto resuscitare un piatto, che è tradizione, oltre che un manufatto apprezzato dai turisti e da aziende importanti che mi hanno richiesto stampi personalizzati”.



Un piatto che si può gustare proprio appena fuori dal centro storico all’Albergo - Ristorante Amici, elegante indirizzo gestito da oltre duecento anni dalla famiglia Marcone. Naturalmente ci sono anche i piatti delle tradizione: stecchi e crocchini alla genovese, ravioli con “u tuccu” (il sugo di carne), tomaselle, involtini ripieni con carne e verdure e cima alla genovese,  fettina di vitello, ripiena di piselli, bietola e maggiorana. Una tappa da non mancare? Buto, piccola frazione di Varese Ligure raccontata bene nel sito buto.it con tanto di mappatura dei funghi della zona. Qui sorge l’“Eremo della visitazione”, con l’azienda agricola nata da due sorelle benedettine originarie di Milano, Suor Maria Grazia e suor Patrizia, che seguendo la regola “ora et labora”, producono apprezzate marmellate, sciroppi e salse biologiche.



GIOVANI E FAMIGLIE RURALI
Grazie all’insediamento di agricoltori sono stati aperti diversi agriturismi e alcune fattorie didattiche, dove è possibile non solo soggiornare ma anche degustare e acquistare prodotti bio. Storia interessante è quella di Elisa Lavagnino, classe 1981, originaria di Tavaronericercatrice che dopo una carriera accademica ha riscelto la Val di Vara. Infatti, a Torza, nel 2015 ha dato vita al primo birrificio artigianale della Valle, la Taverna del Vara, legato all’azienda agricola I Paloffi, nata nel 2013 recuperando vecchi terreni. “Sono tornata a produrre dove i miei nonni facevano il vino, usando prodotti del territorio come la castagna, da cui nasce la birra Casta e grani antichi, da cui nasce la Suvero”, racconta entusiasta. Non solo bottiglie e fusti, ma anche gelatine di birra e confetture che per esempio vengono venduti dalla Fattoria Silverado, a Maissana, dove la famiglia Arrighini conduce lezioni di equitazione e laboratori didattici con animali rivolti ai bambini. Prima della salita che porta a Tavarone si trova l’agriturismo Collina Torre, dove Andrea Motto e Daria Giorgi di Volterra organizzano itinerari enogastronomici e coltivano legumi come la grossa e bianca fagiolana di Torza, grani antichi e farro fino alle vecchie varietà di mele ed erbe spontanee (in dialetto Prebuggiun). Un indirizzo dove si può consumare anche la carne saporita del “Gallo Nero della Val di Vara”, il presidio Slow Food dedicato al pollo di razza gigante selezionata in Liguria dal 1929 e quasi scomparsa nel dopoguerra.

STAGIONI, TRADIZIONI E COMUNITA’ SLOW FOOD
La Valle accoglie pascoli e boschi ricchi di castagne e funghi porcini, ma anche nuove aziende di ortofrutta, erbe aromatiche, apicoltori. Si allevano principalmente bovini, ma non mancano capre, pecore, polli e suini allo stato brado. A tutela di specifici prodotti di nicchia, spesso impiegati nella cucina locale, sono state istituite, in collaborazione con Slow Food, undici Comunità del Cibo della Val di Vara. A Carro, dove si trova la casa degli avi di Niccolò Paganini e che nei mesi estivi attira gli amanti della musica classica con il Festival Paganiniano, c'è la comunità di raccoglitori di funghi porcini. Ci sono poi i raccoglitori di erbe spontanee commestibili e a Cornice, nel Comune di Sesta Godano i piccoli viticoltori. Una modesta quantità di pisello nero di L’ago, legume usato nelle zuppe, si trova nell’omonima località nel Comune di Borghetto Vara. Di particolare interesse la già citata fagiolana di Torza e i fagioli di Pignone, dove è radicata la tradizione legata alle patate. L’antico grano bianco delle Valli del Suvero è coltivato nel Comune di Rocchetta di Vara. Castanicoltori sono raccolti in una comunità di agricoltori che ha recuperato con innesti terreni e antichi essiccatori dando il via a produzione di farina di qualità, come quella di Silvia Bonfiglio, milanese che ha creato con il marito l’azienda Bosco Sepponi. A Pignona, nel Comune di Sesta Godano c’è la dolce cipolla rosa, mentre miele di erica arborea è concentrato nel Comune di Calice al Cornoviglio. E infine ci sono i dolci tradizionali da assaggiare: si chiamano canestrello, busciulan, gobeletto, fecola e roetta. Gioie della tavola che si smaltiscono in fretta con gite sul Monte Gottero che separa l’alta Val di Vara dalle valli del parmense o percorsi in mountain bike lungo l’Alta Via dei Monti Liguri, che attraversa la Liguria da Ponente a Levante. Si possono praticare anche sport fluviali sul fiume Vara (raftingliguria.it) e acrobazie nel Parco Avventura della Val di Vara. Tutto sotto un cielo dove le stelle si contano ancora e le costellazioni si fanno guardare.

Articolo (qui in versione integrale) pubblicato su Dove - Speciale Italia 2017 - Dicembre 2016


Di Maria Teresa Melodia
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16 luglio 2017

Sushi B Milano, a cena la cucina tradizionale giapponese Kaiseki nel ristorante fusion di Brera

Sushi B Milano. Nel modaiolo e ricercato locale fusion aperto nel 2014  e affacciato su una strada dello storico quartiere Brera è partito da maggio 2017 un menu  degustazione di nove portate servite al bancone del sushi bar. E’ solo su prenotazione e costa 130 euro. La nuova idea? Far conoscere ai milanesi l’autentica cucina giapponese Kaiseki. Si tratta di una successione di piccole e curatissime porzioni presentate in ceramiche decorate.



La cosa bella? La cucina è simile a quella che si può assaporare nei ryokan, le tipiche case-albergo tradizionali che costellano il paese del Sol Levante. La cena si svolge al banco sushi dove si possono sedere 8 persone

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Di Maria Teresa Melodia
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28 giugno 2017

Come si diventa critico gastronomico (non influencer): le regole e i consigli di Visintin a Doof

In una società in cui il cibo sembra essere più appagante del sesso, in che direzione va la critica gastronomica in Italia? “In realtà, la critica gastronomica non esiste. Dal momento che non ci sono criteri precisi, i compensi sono ridicoli e gli editori non hanno interesse ad investire in una figura indipendente”. Questa è la sentenza di Valerio M. Visintin, recensore gastronomico delle pagine milanesi del Corriere della Sera. Dello stato dell’arte della critica gastronomica si è parlato proprio a Milano, all’interno di Doof , (food al contrario), convegno dedicato al cibo architettato dallo stesso Visintin, uscito dall’isolamento del freelance, ma non dalla consueta divisa nera.



Il critico mascherato ha radunato attorno sé Luca Iaccarino (Repubblica), Stefano Caffarri (Cucchiaio d’Argento), Sara Bonamini (Gambero Rosso), che hanno snocciolato alla platea le regole per entrare a far parte dell’orgoglioso mondo dello scrivere food, che oggi, a sentir loro, è spesso frequentato, per hobby, da appassionati benestanti più che da professionisti.

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26 giugno 2017

In Carinzia, tra Klagenfurt e dintorni. Per cicloviaggiatori del gusto

Pedalare tra i boschi, immergersi in acque cristalline, cenare in paesaggi incontaminati. L’estate è il periodo ideale per vivere un’esperienza rigenerante tra natura, sport e cultura con scoperte gastronomiche. Ecco una vacanza verde e attiva nella vicina Austria dei laghi circondata da cime arrotondate



Vi è mai capitato di varcare il confine italiano ed essere inondati da un’inaspettata bellezza? Succede in Carinzia, la regione meridionale dell’Austria, che vi accoglie fin da subito con un abbraccio. Quello delle Alpi che sovrastano il verde brillante di una natura incontaminata. I suoi abitanti? Allegri come gli italiani, placidi come gli sloveni e precisi come i tedeschi. Tre anime e culture che si riflettono in un dolce paesaggio e in un’offerta turistica, che sottende un atteggiamento aperto e curioso.

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