28 giugno 2019

Su Cucchiaio.it arrivano i cocktail: tante ricette per bere bene

Con molto entusiasmo mi sono occupata della nuova sezione Cocktail online su cucchiaio.it, dalla ricerca e definizione del partner (Dry Milano) alla produzione fino alla scrittura e alla pubblicazione delle ricette protagoniste della nuova area del sito del Cucchiaio d'Argento.

Ecco il mio pezzo di lancio su Cucchiaio.it

Dal Mojito allo Spritz, dal Negroni, che nel 2019 compie 100 anni, al Bloody Mary passando per il Moscow Mule, il Margarita, il Daiquiri e molti altri in arrivo: Cucchiaio come sempre parte dai fondamentali con la promessa di esplorare tendenze contemporanee e creative.

Con la sezione “cocktail”, Cucchiaio.it celebra l’arrivo dell’estate e apre le porte al mondo dei drink miscelati, da sorseggiare come aperitivo o dopocena.



Ad accompagnarci in questo viaggio abbiamo scelto Dry Milano, nota insegna diventata simbolo della movida cittadina sotto la direzione dello chef stellato Andrea Berton. Il protagonista delle ricette raccontate step by step, con piccoli consigli molto utili, è Federico Volpe, Bar Manager di Dry Milano ed esperto professionista di mixology. Drink dopo drink, frutta, spezie, distillati come gin e vodka e liquori, come rum e vermouth, si contendono il ruolo da protagonista.

Per ogni cocktail vi raccontiamo cosa c'è da sapere: non solo la preparazione della ricetta, ma anche il bicchiere da usare, l'attrezzatura consigliata, gli ingredienti giusti, le accortezze da adottare per ottenere un ottimo risultato finale. Senza dimenticarci di condividere con voi qualche aneddoto legato alla storia di ogni singolo cocktail. Ad esempio, lo sapete che il Moscow Mule nasce negli anni '40 del '900 e non ha nulla a che fare con la Russia, se non per la presenza della vodka? Per non parlare dell'affascinante genesi del Negroni, creato a Firenze per il Conte Camillo Negroni 100 anni fa. E così, anche per lo Spritz e gli altri, conosciuti in tutto il mondo, vi sveliamo alcune chicche da scoprire.

Seguite passo passo le ricette, sono semplici e veloci: vi bastano solo 5-10 minuti per preparare il drink perfetto.


Di Maria Teresa Melodia
mariateresa.melodia@gmail.com

09 giugno 2019

Come cucinare il peperoncino: proprietà, usi e ricette

Vi raccontiamo pregi e difetti dell'oro rosso, in passato detto anche spezia dei poveri. In natura ne esistono moltissime varietà: habanero e jalapeno sono tra le più conosciute. Usato per insaporire e conservare cibi, la giusta dose di peperoncino dipende da molti fattori.



Più di 3000 varietà

E' una delle spezie più diffuse al mondo. Il peperoncino (detto chili nei paesi di lingua spagnola e inglese) appartiene alla famiglia di vegetali delle Solanacee (proprio come peperone, patata e melanzana) e al genere Capsicum. E' innanzitutto una pianta, che può raggiungere l'altezza di 1,5 m; con il termine peperoncino si indica però anche il frutto della pianta: una bacca a buccia spessa simile a un peperone appuntito, che al suo interno ha un rivestimento membranoso pieno di semi. Può essere impiegato fresco o essiccato. E ancora, intero, sminuzzato, a tocchetti, tostato, fritto, macinato o tritato.

Verdi, arancio, rossi, gialli. In natura esistono più di 3000 varietà di peperoncino, diverse per colore, gusto, dimensione (tra i 2 e 15 cm di lunghezza) e forma. Nei peperoncini piccanti si intuiscono sentori di frutta, vicini a prugna secca e uva passa.

C'è il peperoncino calabrese, originario dell'omonima regione italiana, c’è l’habanero, fra i più piccanti e dalla forma arrotondata, c'è l'ancho, non molto piccante e molto famoso in Messico. C'è poi lo jalapeno, il peperoncino rosso messicano più conosciuto in Europa che quando è secco è chiamato chipotle.

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Di Maria Teresa Melodia
mariateresa.melodia@gmail.com

19 maggio 2019

Abbiamo fatto Forest Bathing in Trentino, il bagno nella foresta che arriva dal Giappone

Sembra quasi banale, ma camminare tra i boschi è tornato di moda. E se quest'estate, oltre a una nuotata al mare, vi regalaste l'esperienza del Forest bathing tra le Dolomiti del Trentino? In inglese suona come qualcosa di sconosciuto, ma molti di voi lo avranno già fatto. Il Forest bathing è infatti una passeggiata nel bosco che, se fatta per almeno 3/4 ore, agevola il benessere psico-fisico, grazie a una migliore ossigenazione e alle sostanze aromatiche emanate dagli alberi, che in estate danno il loro meglio.

Non è solo una tendenza cavalcata da strutture turistiche e alberghiere. Il forest bathing, inteso come pratica benefica, arriva dal Giappone dove è chiamato shinrin-yoku e supportato da una letteratura scientifica che ne sottolinea i vantaggi per la salute.




Noi abbiamo fatto Forest bathing nel verde del Trentino. Ecco tre buoni motivi per farlo:

1) E' antistress e antidepressivo
Una passeggiata nel bosco, che sia di faggi o betulle, pini o abeti, lecci o castagni, è un trekking del benessere che ha dei benefici reali sulla salute. Il prima e dopo lo testimonia: contribuisce inoltre a diminuire la pressione arteriosa e i battiti cardiaci; si placano gli stati di collera e migliora la creatività e la capacità di concentrazione. Si cammina con i sensi all'erta, ci si ferma, si respirano gli odori del bosco, si osservano i rivoli d'acqua che si incontrano, ci si sofferma sulle piccole storie del bosco.

2) Avvicina alla montagna anche i non montanari

Il Forest bathing è alla portata di tutti, famiglie con bambini incluse. Vi servono solo buone scarpe ai piedi, abbigliamento comodo e voglia di sconnettervi dai soliti ritmi.

3) Può essere abbinato a un'esperienza di gusto e benessere

Il primo percorso dedicato al Forest bathing in Trentino è nato nel giugno 2018 a Fai della Paganella, all’interno di una splendida faggeta ed è una delle tante attività organizzate dalla strutture alberghiere trentine. Noi lo abbiamo provato grazie allo Sport Hotel Panorama, dotato anche di centro benessere con Beauty Farm e una piscina esterna riscaldata, oltre che di un ampio giardino e campo da tennis. Tra i trattamenti più apprezzati dell'hotel c'è l’Aufguss: un rituale svolto in sauna, che consiste nel versamento di acqua (o ghiaccio) miscelata con oli essenziali sulle pietre roventi posizionate sopra il braciere della sauna. L’acqua, vaporizzata, si diffonde all’interno dell’ambiente tramite i movimenti ritmici di un asciugamano agitato in direzione degli ospiti. Segnaliamo che al ristorante dello Sport Hotel Panorama si può gustare la cucina dello chef Walter Valerio, che affianca piatti tipici trentini (spazio a verdure, pesce di lago e selvaggina locale) a proposte più creative, con attenzione alla qualità delle materie prime.

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Di Maria Teresa Melodia
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15 maggio 2019

Come cucinare con la bassa temperatura: proprietà, usi e ricette

Vi raccontiamo non solo una tendenza portata alla ribalta da chef, programmi e personaggi tv. La cottura sottovuoto a bassa temperatura è una tecnica antica che ha notevoli vantaggi e si adatta a tanti cibi, dalla carne alle verdure.



Cos’è la cottura a bassa temperatura e perchè provarla

Cottura a bassa temperatura. Vi è mai capitato di sentirla nominare al ristorante o da un amico gourmet amante di un’alimentazione salutare? La cottura a bassa temperatura (detta anche CBT o cottura sous vide) è un metodo di cottura che abbina il sottovuoto in sacchetti appositi a una cottura in acqua calda a temperatura non troppo elevata, tra i 48° e 85-90°C.
La cottura a bassa temperatura permette di ottenere cibi più gustosi, minore perdita di sostanze nutritive, ottime consistenze e una maggiore conservazione dell'alimento che può essere surgelato.

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Di Maria Teresa Melodia
mariateresa.melodia@gmail.com

12 maggio 2019

Provato per voi: l'open toast che arriva dalla California. Ecco com'è

Siamo stati da Fancy Toast, nuovo locale, a due passi dalla Stazione Centrale di Milano, che punta tutto sul mega toast di tendenza nato a San Francisco.




1. Che cos'è l'open toast
Una sola fetta di croccante pane multicereali spessa un pollice, circa 2,5 cm, farcita con accostamenti colorati, stravaganti, a tratti molto calorici, ma anche molto gustosi. Da Fancy Toast si può scegliere tra 8 varianti (tra i 9-11 euro), ordinabili anche come tacos, che possono essere consumate a pranzo, all'aperitivo (toast in versione ridotta con cocktail, mini tacos e patatine a 10 euro) o durante il brunch della domenica (in una ricca formula a 20-25 euro che comprende anche uova poché, succo d'arancia, caffè e pancake).

2. Dall'avocado al pastrami toast
Tra le proposte del locale milanese c'è il classico e molto popolare “Supreme Avocado 2.0” con crema di avocado, avocado in fette, salmone affumicato, germogli, lime, bacche di goji, erba cipollina. Da provare anche il pastrami toast con pastrami di manzo, insalata riccia, datterini confit, cetriolini sott’aceto, mais tostato e fiori eduli, servito con maionese alle senape.

3. Il mangambero toast
Ecco il mangambero toast con mango a cubetti, tartare di gamberi, spuma di formaggio fresco al curry, germogli di barbabietola, sesamo nero e menta, servito con maionese agli agrumi.

4. Il locale
L'indirizzo da segnare è via Vittor Pisani 13, a metà strada tra la Stazione Centrale e Piazza della Repubblica. Fancy Toast si trova su un lungo viale, che, di giorno, durante la settimana è frequentato da consulenti e lavoratori dei molti uffici della zona, mentre la sera e durante i weekend appare un po' desolato. All'interno vi troverete in un ambiente su due piani caratterizzato da un design che alterna grafiche, neon e richiami alla California, astutamente pensato per la condivisione sui social, Instagram su tutti. Al piano terra compare un'area caffetteria e una cucina a vista, mentre al piano superiore ci sono circa 80 posti a sedere e una sala per appuntamenti di lavoro o riunioni. Decisamente studiato per attrarre una clientela giovane (lo testimonia l'Hangover toast, adatto al dopo sbornia, ad esempio). Servizio con qualche inciampo, da rodare.

Articolo pubblicato su Il Cucchiaio d'Argento


Di Maria Teresa Melodia
mariateresa.melodia@gmail.com

05 maggio 2019

Provato per voi: il sushi burrito

Se è vero che a volte le piccole cose nascondono sorprese questo è il caso dei sushi burrito che abbiamo felicemente gustato a Milano, da Fusho, un locale minuscolo, aperto da qualche mese in via Paolo Sarpi 50, nel cuore di Chinatown. La parola chiave? E' contaminazione e cibo di strada, oggi si dice street food, da mangiare con le mani. Ecco cosa trovate dietro l'insegna verde acida di questa novità nata dove prima c'era un negozio di elettronica.



COS'E' - E' innanzitutto una tendenza partita nel 2011 a San Francisco, il sushi burrito è di fatto un incrocio tra sushi e burrito, un cibo che unisce appunto i sapori giapponesi e messicani, i classici maki orientali e il famoso simbolo della cucina tex-mex. Ne esce fuori un cono imbottito con un ripieno morbido e saporito, che può essere di carne, pesce o vegetariano, arricchito da una serie di salse come la teriyaki o quella guacamole. E al posto della tortilla messicana vi trovate ad addentare dell’alga esiccata che avvolge la farcitura soffice e cremosa.

I GUSTI - Gli abbinamenti sono molti: li potete scegliere voi stessi a vostro piacere dagli ingredienti freschi disponibili in vaschette al bancone o andare, sul sicuro, sugli 8 disponibii nel menu appeso alla parete. C'è El SALMÓN, il più venduto, con salmone crudo, avocado, philadelphia, maionese, guacamole, tobiko, daikon, insalata, teriyaki. C'è BAKI, con branzino crudo, insalata, carote viola, avocado, salsa fusho, teriyaki. C'è poi AMAEBI SAMBA con gambero crudo, carote marinate, insalata, daikon, salsa yaki niku. Molto gettonato anche EBI SAMBA, con gambero cotto, patata americana, insalata, avocado, maionese, teriyaki. LATIN Tuna è invece con tonno cotto, mais latino, avocado, insalata gentile, radicchio, maionese. La lista continua con PORK’n ROLL, ripieno di choshu, mais, insalata, zucchine e FENIKU, a base di pollo fritto, maionese, salsa katsu, mais, carote viola, cipolla fritta, insalata gentile. Infine per i vegetariani c'è LET’s GREEN, con insalata gentile, patata americana, avocado, zucchine, cetriolo, radicchio, salsa mango. Ci sono poi le versioni speciali del mese con ingredienti sempre freschi. Per esempio a febbraio l'edizione limitata è con ripieno di ricciola, daikon, crauti viola, tucola, tobiko, crema di mango, salsa. I prezzi? Vanno dai 7 ai 9 euro. GUARDA LA NOSTRA FOTOGALLERY PER SCOPRIRE IL MENU.

CI E' PIACIUTO PERCHE' - Il sushi burrito di Fusho viene preparato al momento davanti ai vostri occhi, il servizio è rapido, senza troppe smancerie. Il ripieno è davvero ricco, gustoso e inatteso. Il segreto di un fritto non unto, che non invade l'ambiente estremamente piccolo? Una friggitrice ad aria che mantiene comunque una panatura croccante.

IL LOCALE - Pochi metri quadrati, puliti e nei toni del bianco. C'è un piccolo piano d'appoggio all'interno, ma la versione d'asporto va per la maggiore. Se mangiate in loco il sushi burrito viene accompagnato da una porzione di miso.

I SOCI - L'idea di Fusho nasce dall'incontro di tre trentenni imprenditori cinesi, Jay Lin, Alex Pan, Sam Ye, con Davide Croatto, venticinquenne sorridente e molto brillante. In progetto c'è la voglia di espandersi a Milano e in Italia. Insomma, un'idea giovane e fusion non solo nel gusto.

Articolo pubblicato su Il Cucchiaio d'Argento.

E se volete provare, ecco la ricetta del sushi burrito che ho scritto.

Aggiornamento: nuove aperture targate Fusho in via Plinio e  in corso di Porta Vittoria


Di Maria Teresa Melodia
mariateresa.melodia@gmail.com

28 aprile 2019

Provato per voi: il pokè, il piatto dell'estate che arriva dalle Hawaii


Adatto a un pranzo veloce, ma sano e colorato, il pokè è una specialità hawaiana. Si pronuncia  “Poh-Kei” o“Poh-Key” ed è un cibo, che dal 2016 è anche una tendenza gastronomica internazionale, da Londra a New York fino all'Australia. Dagli inizi del 2018 anche in Italia, soprattutto a Milano e a Roma, si sono moltiplicati gli indirizzi in cui gustare questo piatto tipico delle Hawaii. Noi abbiamo provato il pokè a Milano e ve lo raccontiamo, oltre a mostrarvelo in questa GALLERY:



COS'E' IL POKE' - Il pokè è una scodella, in inglese bowl, che può avere dimensioni variabili e che si compone di un'insalatona di pesce crudo macerato e tagliato a cubetti e unito a riso o a insalata e a vari condimenti e salse come yuzu, sesamo, teriyaki. Rispetto alla versione originale hawaiana, il pokè si è fuso nel tempo con la tradizione coreana e giapponese.

LE ORIGINI - Il poké nasce come spuntino salutare dei pescatori dell'Oceano pacifico che tagliavano il pesce appena pescato in piccoli pezzi, lo condivano con sale marino e alghe e lo mangiavano con il riso.

GLI INGREDIENTI - Nella stessa bowl si possono mixare più sapori di mare e di terra come insalata, riso, frutta, verdura, pesce (salmone, tonno, polpo, granchio, branzino), tofu e carne. Ecco qualche combinazione: riso integrale, edamame, sesamo, carote, alga nori, salmone e pollo condito con salsa di soia e salsa teriyaki oppure riso con edamame, carote, cavolo, ananas, salmone e pesce bianco condito con salsa di soya e salsa teriyaki.

COME SI MANGIA - Le modalità che potete trovare sono due: quella componibile al momento, sulla base dei vostri gusti e degli ingredienti freschi disponibili o quella già pronta, sulla base delle bowl che il locale prepara in anticipo. A voi la scelta se inforcare poi le bacchette o la più occidentale forchetta.

DOVE MANGIARE IL POKE' IN ITALIA - Noi abbiamo provato il pokè nel piccolo punto vendita dedicato, targato "I love pokè", presente a Milano in più zone della città. Trovate il pokè a Milano anche da The Botanical Club, da Macha Cafè, da Maui Poke, da Pokéria, da Poku Poke Place; a Rimini da Waikiki Pokè, a Salerno da Suriso e a Roma da Ami Pokè e da Mama Poke.

CI PIACE PERCHE' - Sicuramente la freschezza degli ingredienti è l'aspetto positivo di questo piatto, che sazia, apportando proteine e grassi buoni. Adatto quindi a tutti: dagli sportivi, a chi è a dieta fino a chi vuole stare leggero senza rinunciare al gusto. E i prezzi sono più contenuti rispetto al sushi: una scodella di pokè si aggira sui 10 euro.

MA ATTENZIONE - Vi deve piacere il sapore del pesce crudo. Come per il sushi, il pokè può stancare e non essere adatto a palati che non hanno confidenza con i sapori nudi e crudi, appunto. Inoltre, fate sempre attenzione e chiedete informazioni sulla provenienza e la conservazione del pesce, per non incorrere in spiacevoli rischi per la salute.


Articolo pubblicato su Il Cucchiaio d'Argento



Di Maria Teresa Melodia
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09 aprile 2019

60 indirizzi da non perdere per un aperitivo a Milano

Venite con noi in giro per Milano? Per un aperitivo in città, un vero e proprio rito da celebrare, abbiamo selezionato 60 indirizzi imperdibili tra i quartieri milanesi, dal centro storico alle vivaci vie di Garibaldi e Isola, passando per Chinatown e i Navigli, da sempre regno della movida. E non solo.




Scoprite i migliori aperitivi a Milano nella nostra gallery: dal panificio-pizzeria Crosta a Bicerìn, in Porta Venezia, dove sorseggiare un bicchiere di vino, al Bar Luce, all'interno della Fondazione Prada, dove godersi un drink tra atmosfere vintage. E non mancano aperitivi all'aperto, ideali per l'estate. Vi regaliamo tanti indirizzi diversi, dove bere un cocktail o una birra fresca con assaggi gastronomici

Ecco i locali milanesi per vivere un momento dedicato al relax e al gusto. Dall'enoteca, come Champagne Socialist o Vinoir, al locale di tendenza, come Deus o Ceresio 7, fino al bistrot, alla pasticceria, all'hotel di lusso e alla libreria con cucina e happy hour, scegliete dove prendervi una pausa dai ritmi frenetici della città. L'obiettivo? Relax e divertimento grazie al binomio vincente fatto di chiacchiere e buon cibo.

Tra interni di design, indirizzi modaioli fino a quelli storici simbolo della città, come la Bottiglieria Bulloni o la Pasticceria Cucchi, abbiamo cercato di intercettare i gusti di tutti per mostrarvi quanto Milan l'è semper on gran Milan! Buon aperitivo!


La gallery sul Cucchiaio d'Argento


Immagine di apertura: aperitivo di Bob, locale in zona Isola che punta su bao (panini al vapore) e cocktail.



Di Maria Teresa Melodia
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11 marzo 2019

Come cucinare lo zenzero: proprietà, usi e ricette

Vi raccontiamo una spezia originaria del sud-est asiatico, oggi molto di moda e amata per i suoi benefici sempre più apprezzati soprattutto in Italia.



Quali tipologie

Nel 2019 è entrato nel paniere dell’Istat, l’istituto di statistica che misura i consumi degli italiani. E’ lo zenzero, una pianta erbacea tropicale originaria dell’Asia sudorientale, che presenta fusti sotterranei, detti rizomi, rugosi, di colore bianco, giallo o rosso, dimensioni variabili e forme irregolari, per lo più allungate e bitorzolute.

La buccia è chiazzata di nodi imbruniti e la polpa è soda. La particolarità? Il sapore piccante e pepato, che varia a seconda della zona di coltivazione; in generale ha note di limone e legno.

Curiosità: in Toscana si usa chiamare zenzero il peperoncino rosso piccante. La pianta può raggiungere 1,5 metri di altezza e la riproduzione avviene per divisione dei rizomi.

Può essere fresco o essiccato, macinato, in scatola, affettato. In cucina potete trovare lo zenzero candito, cristallizzato o conservato in aceto. Lo zenzero fresco ha un sapore molto più intenso rispetto a quello macinato o disidratato.


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Di Maria Teresa Melodia
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11 febbraio 2019

Come cucinare l'avocado: dalle proprietà alle ricette più gustose

Vi raccontiamo un frutto che è diventato un alimento di tendenza in pochi anni. Fotografato e acclamato sui social, onnipresente nelle nuove diete. Vi raccontiamo un cibo esotico, ma non solo, che fino all'altro ieri per molti era uno sconosciuto.



Avocado mania

Negli ultimi anni l’avocado è stato definito un superfood, spesso in modo spropositato per esaltare le sue proprietà e dare il via a una moda alimentare a tratti scriteriata, considerando l’impatto ambientale e sociale che questo frutto ha su determinati territori. E’ infatti esplosa una vera e propria febbre avocado che vede in vetta il tanto celebrato avocado toast costituito da una fetta di pane su cui è spalmata la polpa schiacciata del frutto tropicale sormontata da uovo o salmone e altre prelibatezze.



Quanti avocado: le tipologie

Frutto subtropicale, il cui nome antico nella lingua parlata dagli Atzechi significa "testicolo", in quanto la sua forma evoca il sesso maschile. Composto per un 15-30% di olio, l'avocado cresce su alberi sempreverdi che raggiungono un'altezza di venticinque metri. La polpa è di colore giallo-verde o giallo pallido, mentre la buccia può essere tendente al porpora o verde, rugosa o liscia.


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Di Maria Teresa Melodia
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