
Questo è, con qualche taglio, il ritratto che avevo scritto dopo lo spettacolo dell'anno scorso a Milano - Paolo Poli: una signora chic, molto shock che legge Palazzeschi (al link la versione integrale)
Aprite il sipario, la primadonna è in scena. Papillon bordeaux al collo e modi garbati che esplodono in un’ondata di dissacrante ironia.(... )Aplomb inglese e irriverenza Paolo Poli, classe 1929, non ha bisogno di presentazioni: infanzia fiorentina in una famiglia particolarmente moderna, con la mamma maestra montessoriana che gli permetteva di leggere libri pornografici perché consapevole dell’importanza della lettura tout court, poi l’amore per il teatro che lo fece trasferire a Roma poco più che ventenne e da lì i primi passi nel cinema e nei fotoromanzi. Autore, regista e attore di moltissimi spettacoli teatrali, ha iniziato la sua carriera negli anni ’50. (...)Nel suo graffiante repertorio ha sempre mescolato cultura alta e cultura popolare in una chiave ironica(...). Poliedrico e trasformista, ma soprattutto contestatore raffinato, anticonformista, rigoroso e libero. Alza le braccia con grazia e con lucida intelligenza fa smorfie e boccacce, esplode nelle pause con frasi spontanee, con l’accento toscano che sfugge tra i denti; “boni” dice al pubblico al primo accenno di applauso, “stavamo aspettando proprio lei” incalza ad un’ospite in ritardo, “ecco la Carmen” ironizza sulla suoneria proveniente dalla platea maleducata, e poi continua scanzonato “quelli che conosco so’ tutti morti” e così conquista il pubblico, con la chiacchiera impertinente, tra sorrisi e poesia. Dietro le quinte lo spettacolo continua. (...) A ottant’ anni è svelto e non perde il ritmo. Cinico, esilarante e sarcastico. Colto e spiritoso. Pungente e garbato. Sembra non esserci differenza tra l’attore e l’uomo. Son qui a scrivere di un genietto perfido e spassoso, che di certo non avrebbe bisogno di recensioni. E’ nei suoi personaggi, così chic e così shock. (...).
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