
UNA SOCIAL MOSTRA – “La bacheca di Facebook assomiglia in modo strabiliante alla "bacheca/frigo" dove i conquilini "postano" messaggi per i loro coabitanti, ma anche condividono immagini e fotografie, esattamente come accade su facebook”, racconta il direttore artistico Francesca Lonardelli, che aggiunge: “Chiedendo ai partecipanti di aprirci i loro frigoriferi apparentemente siamo entrati in uno spazio privato e intimo della casa. Un modo per ridimensionare il cliché di Facebook nemico della privacy: in realtà non è lo strumento ad essere sbagliato, è l'uso che se ne fa che può diventare pericoloso”.
IL FRIGO SIMBOLO DEI TEMPI MODERNI - Il contesto sociale di riferimento è quello dei giovani che risiedono in città: studenti o lavoratori che hanno scelto la coabitazione come forma abitativa. Una soluzione economicamente possibile per emanciparsi dalla famiglia, ma che negli ultimi anni anche chi lavora è stato costretto, a causa della situazione lavorativa precaria, ad adottare per condividere le spese e ridurre il costo del mantenimento di una casa. “Il frigorifero appare dunque la metafora perfetta a sintetizzare le dinamiche di una casa “popolata”, enfatizza la Lonardelli.
LUOGO DI INCONTRO- SCONTRO DI STILI DI VITA DIFFERENTI – “Abbiamo scelto il frigorifero come simbolo delle relazioni tra coinquilini perché con la sua rigida struttura in ripiani è il terreno comune di incontro/scontro tra culture e stili di vita differenti. E’ il parallelepipedo che racchiude i gusti, gli usi, i costumi diversi di chi abita la casa e che, come tale, mette a nudo le conflittualità più latenti. E’ la vetrina della casa: massiccio e imponente, cattura l’attenzione nell’ambiente in cui è posizionato e diventa quindi il muro della memoria (fotografie) e del promemoria (comunicazioni tra coinquilini e bollette da pagare). E’, infine, il luogo dell’affetto: nella sua appendice più “ghiacciata”, il freezer, compaiono ogni domenica stagnole e contenitori ripieni di prelibatezze e golosità preparate da mamme, nonne e zie”, conclude l’ideatrice di Me ne frigo.
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