18 febbraio 2012

Se fem? #3/ Abbracci a fior di pelle tra Triennale e web

In milanese, "se fem?" è un intercalare che corrisponde a dire "che si fa?". Parte proprio da qui questa rubrichetta settimanale, nella quale mescolo cosa secondo me c'è di bello in giro. Da vedere, da sentire, da scoprire. Nel segno della condivisione.
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Quanto è azzeccata la frase di Paul Valéry "Quello che c'è di più profondo nell'essere umano è la pelle"! Prova a pensarci: cosa c'è di più superficiale eppure di così intimo della tua pelle? Cosa può essere così naturale, ma anche così artificiosamente ricostruito dietro maschere di make up o colpi di bisturi? Ci ho riflettuto visitando la mostra "Pelle di donna", alla Triennale di Milano fino al 19 febbraio.


Un'occasione creata ad arte dal brand cosmetico Boots, molto conosciuto in Gran Bretagna e dal 2010 anche nelle farmacie italiane con il nome Boot Laboratories gestito da Procter&Gamble. Una mostra solo apparentemente frivola che racconta, attraverso opere di famosi artisti, oggetti e immagini, la pelle e quindi la bellezza femminile, eccezionale strumento di comunicazione che cambia, tenendo il ritmo del tempo e dei tempi che passano. Si comincia con miniature di farmacie di qualche anno fa, quelle zeppe di ampolle di varie dimensioni, custodite in scaffali e cassettiere.

Ettore Sobrero
Modello miniaturizzato di farmacia fiorentina , 1962 (da libro)
Materiali vari, 41 x 35 x 19 cm.
Collezione dell’autore

Si continua percorrendo, sotto la linea della bellezza, gli universi artistici di Alphonse Mucha (Le quattro stagioni , 1896 c. Olio su tela, 4 pannelli), le icone firmate da Man Ray in bianco e nero databili dagli anni Venti agli anni Quaranta fino a quelle pop, come Marilyn immortalata a mollo tra bolle di sapone sul set di "Quando la moglie è in vacanza"(1955 - Fotografia -Collezione privata) e a quelle raffigurate dalla rivista Interview fondata da Andy Warhol.



Man Ray
Noir et blanche , 1926
Fotografia, new print, 1980 c.
cm. 23 x 30
Courtesy Fondazione Marconi



Tra gli altri artisti le cui opere ti lascio qui sotto mi è piaciuta Martina di Gligorov (Robert Gligorov Martina, 1998, Della serie Insonnia fatale, Courtesy Galleria Pack) e Donna Jordan di Rotella (Mimmo Rotella Donna Jordan, anni '70, Décollage su tela multiplo, Collezione Fabio Bello, Milano)




Ecco un'immagine di Vanessa Beecroft, il cui lavoro è incentrato sulla ricerca ossessiva della perfezione, forse il principale bisogno indotto di una società (e di una mente) asfissiata dall'immagine.


Vanessa Beecroft
Varietà , 2001
fotografia, 75 x 92 cm
Collezione in Ca' La Ghironda
Museum of Modern Art, Ponte di Zola Pedrosa, Bologna

Ambizioni e desideri che si annientano di fronte alla pelle che cambia nel modo più umano e generoso che ci sia, all'origine della vita.



Anche se la bellezza è soprattutto interpretazione, questione di punti di vista e di segreti intrugli, come mi ha ricordato questo film


che fa il paio con l'ultima saggia 'stellina' sfornata da Sanremo, Erica Mou, che declama una affascinante "vasca da bagno del tempo"

Voglio diventare vecchia
coi ricordi tutti intatti
E con le rughe tatuate
a ricordarmi quanto è stato bello
Ridere con gli occhi e con le labbra
Schiva chi si conforta con espressioni di gomma


Mi ha consolato... ascoltarla, dopo aver scoperto le mie prime rughe in un faccia a faccia offerto dal team specialistico al termine del percorso in Triennale.

Abbracci (di quelli che restano) sulla pelle - Sono quelli che ho ripescato in un libricino inglese che mi ha regalato un'amica anni fa, quand'ero a Londra. Si chiama The Litte Book Of Hugs , lo ha scritto Kathleen Keating e lo puoi comprare qui. C'è una dedica scritta a mano che dice "Ogni volta che tu aprirai questo libro, riceverai un grosso abbraccio". Parla di questo Kathleen Keating che si occupa di salute mentale e di hug therapy, del valore terapeutico di un abbraccio. Uno vero, però. Perché, dice lei, un abbraccio è democratico, ecologico, una sicura alternativa ad abuso di droghe, oltre che un valido esercizio di streching. Con un abbraccio non si risolvono i problemi, ma si può cercare di capire, ridere, parlare. Leggendo il libro puoi diventare anche tu un hug therapist e dispensare fantastici abbracci. Ci sono però alcune regole da rispettare, controindicazioni e tante tipologie di abbracci da sperimentare.


Istruzioni per l'uso in un tumblr - Farsi capire è pericoloso, come ha detto qui un vecchio cantante, guru part-time, strattonato dai media. Cosa c'è di meglio di un bugiardino allora? . "Non sarebbe tutto più facile se ognuno di noi arrivasse con un libretto delle istruzioni? Come un frigorifero o una macchina fotografica. Certo, forse sarebbe meno divertente, ma di sicuro più semplice. Così sai com’è che funziono. Mica perché sei tonto, è che siamo tutti ingranaggi". Lo scrive Marina, fotografa che si è inventata un progetto che ti invita a dire come farti usare. Clicca qui. Chissà che non ti venga voglia di partecipare e di spiegarti per bene.

Esperimenti in era 2.0 - Per conoscerti meglio ci hai mai pensato a passare sette giorni fuori Rete? Lo ha fatto per il Corriere Beppe Severgnini, che per una settimana si è sconnesso dal mondo digitale. Il suo racconto è qui. Io ci avevo provato, ma solo in parte, per un magazine qualche mese fa seguendo una manager che si era disintossicata dal cellulare. E' solo una delle nostre addiction. Ne avevo parlato qui.



Ti regalo un fiore, sì ma rock - Aurel Schmidt ha disegnato delicati fiori infilati in vasi di fortuna come una lattina di Coca Cola. Ne è venuto fuori questo libro che accoppia le poesie di Franz Wright alle moderne nature morte di Schmidt. Un'originale reminder della nostra vulnerabilità. Al prossimo "Se fem?"




Di Maria Teresa Melodia
mariateresa.melodia@gmail.com

09 febbraio 2012

Se fem? #2/ A Londra con zainetti pop e scarp del tennis

In milanese, "se fem?" è un intercalare che corrisponde a dire "che si fa?". Parte proprio da qui questa rubrichetta settimanale, nella quale mescolo cosa secondo me c'è di bello in giro. Da vedere, da sentire, da scoprire. Nel segno della condivisione.
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Letture a portata di mano - Si fa leggere a spizzichi e bocconi o in una tirata unica. Insomma, non perde il ritmo. E' Aspettando Al Semaforo, la biografia scritta da Paolo Jannacci sul padre Enzo. Sì il famoso Enzo, quello di Vengo anch'io. No, tu no; di El purtava i scarp del tennis, del dialetto milanese, del Derby e di quegli anni lì. E' lui, l'inconfondibile, quello che ha inventato un nuovo linguaggio surreale e strampalato. E' lui, quello che ha cantato con Gaber canzoni come "Fetta di Limone". Sono poco meno di 200 pagine e ci trovi dentro tutta Milano, musica, poesia, cultura e pezzi di vita. E' un libro semplice, che scorre, si interrompe, si riavvolge, riproduce un po' la cadenza tipica di Jannacci. "Ci sono molte persone che lo chiamano genio. Trattasi in realtà di padre", scrive Paolo Jannacci. Ecco, è innanzitutto un ritratto che solo un figlio poteva fare. Tenero, ironico e privato.

Letture da asporto - Per celebrare il numero 100 del magazine Rolling Stone, che ti consiglio di comprare, è stata stilata una classifica (alquanto arbitraria!) dei dischi italiani più belli di sempre secondo alcuni giurati famosi. Guarda un po' qui dove si piazza il medico-cantante (lo sapevi che Jannacci è anche un cardiochirurgo dalla discreta manina?)


Spalle alla moda, con la testa sulle spalle - Se sei in giro e vuoi essere libero da ingombri puoi infilare libro, rivista e il resto delle tue cose negli zaini Eastpak. Sì ma non degli zainetti qualunque. Ti presento i modelli esposti lo scorso giovedì alla galleria XL Combines (via Montevideo 9, Milano). L'occasione ha il nome di Eastpak Artist Studio, laboratorio internazionale che invita oltre 130 artisti a personalizzare il pezzo forte del brand. Pelosi, luccicanti, verniciati, metallizzati, mascherati, acconciati, disegnati. Eccoli alcuni dei modelli che puoi comprare dal 19 marzo sul sito artiststudio.eastpak.com in un'asta a favore dell'associazione no profit Designers Against Aids. Il prezzo parte da 75 euro.



La festa-evento organizzata da Combines è venuta veramente bene, come puoi vedere nel video


The next social thing - Navigando, leggendo, twittando tutti ne parlano. E' Pinterest, l'ultimo social network, che ancora pochi hanno capito come usare bene. In pratica è una lavagna virtuale, quella che in gergo si chiama moodboard, dove condividere immagini che rispecchiano i tuoi interessi; da qui nasce il nome: pin (ovvero attaccare con una puntina) + interest. L'iscrizione per ora è a invito. Io non mi sono ancora addentrata a pinnare. Conoscevo il sito e finora l'ho usato per scovare immagini nuove e originali. Ma sono sicura che si evolverà in fretta come dimostra questo articolo. D'altronde la Rete ha un'anima visual...

Opportunità 2.0 - Se sei bravo con il cellulare ti segnalo il Sony Ericsson Mobile Festival, il concorso rivolto alle persone creative, agli artisti e giovani autori. Basta realizzare cortometraggi o videoclip musicali utilizzando unicamente dispositivi mobile. In palio: 18.000 euro. Hai tempo fino al 30 aprile per caricare il tutto sulla piattaforma mobilefestival.it

Appuntamento con il colore a Londra - L'ho scoperta per caso andando a questa mostra londinese nell'estate 2009. Il titolo era WALKING IN MY MIND ed esplorava attraverso installazioni su larga scala come funzionava l'immaginazione di vari artisti, tra cui lei. Ti parlo della giapponese Yayoi Kusama, che la capitale inglese deve amare molto visto che dal 9 febbraio al 5 giugno la Tate Modern le dedica una personale.

Se puoi, vai a farci un giro e rimarrai colpito dalla sua ossessione per i pois colorati riprodotti in molteplici varianti, dalle tinte fluo e dalle trame optical che per ridurla in termini semplicistici non sono altro che una ricerca spasmodica dell’infinito.

Immagini scattate nell'estate 2009, lungo Tamigi di Londra punteggiato da alberi in stile Kusama






Good Vibes - Giornate fredde, treni bloccati, macchine impantanate, ondate di neve, giornali e notiziari che vedono solo la neve, benchè ci sia ben altro. Se sei giù di tono per colpa delle condizioni meteo una spruzzata di buone energie ti farà bene. Te ne regalo un flaconcino. Al prossimo " Se fem?"!


Di Maria Teresa Melodia
mariateresa.melodia@gmail.com

30 gennaio 2012

Se fem? #1/ Hamburger & Rock 'n' Roll


In milanese, "se fem?" è un intercalare che corrisponde a dire "che si fa?". Parte proprio da qui questa rubrichetta settimanale, nella quale mescolo cosa secondo me c'è di bello in giro. Da vedere, da sentire, da scoprire. Nel segno della condivisione.
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La gastro chicca. Partiamo con la pancia piena. Quasi tutti i milanesi doc lo sanno. Da Margy Burger (Piazza Santo Stefano 2), proprio dietro i chiostri dell'Università Statale mangi il miglior panino della città. Anzi il miglior hamburger e patatine. Altro che McDonald's! Il mio preferito è il Cheese Burger ma la scelta è ampia come puoi leggere,appena dentro, sul cartellone in bella vista. I panini sono tutti preparati al momento, i prezzi giusti, il personale simpatico e ruspante. Sappilo: questo è il regno della sostanza, senza troppi fronzoli. E' sempre pieno, ma se sei fortunato riesci a conquistare un posticino per gustarti il tuo succulento pasto. Il locale in sè è la classica bettola angusta ma appena senti il profumo delle delizie che ti preparano davanti agli occhi e affondi i denti nel pane croccante, non passerà molto dalla tua prossima capatina da Margy. Colesterolo permettendo. E poi qui trovi gente di tutti i tipi: durante la settimana professionisti e universitari in pausa pranzo, ma anche famigliole specie nel weekend, coppie o compagnie alla ricerca di sapori genuini. Margy è un posto mitico. Vai a vedere da quanto tempo c'é. Io ci ho portato mia mamma di recente e non vedo l'ora di tornarci.


Margy Burger (Piazza Santo Stefano 2, Milano)

Immagini. Il Vintage che ritorna. Se sei appassionato di fotografia e arte, ma anche di tecnologia e scienza ti consiglio di fare due passi, sempre a Milano, al Museo della Scienza e della Tecnica (via San Vittore 21). Fino al 26 febbraio compreso nel prezzo del biglietto puoi immergerti nel mondo delle vecchie Polaroid con la mostra itinerante "Polaroid: Easy Art?". Un percorso tra 130 immagini realizzate da 89 artisti provenienti da 12 paesi, oltre che alcune Polaroid d'annata.




Una celebrazione della macchina progettata da Edwin Land tra il 1945 e il 1948 che dopo 60 anni di vita è tornata in auge richiamata dalle app più moderne per iPhone &co. Ti dice niente Istagram? Il risultato è quasi lo stesso ma l'armamentario moooolto diverso. Per chi preferisce ancora l'originale istantanea tutto il servibile si trova qui.

Spazio relax. Se anche tu ami creme, profumi e massaggi, potrai capire la mia passione per gli oli essenziali, ovvero essenze profumate ricavate da piante e fiori ai quali sono associati effetti benefici. E' più un vezzo, ne potrei fare a meno, lo so, non soffrendo di particolari problemi, stati di ansia eccetera, eppure ogni tanto mi piace entrare in un'erboristeria e comprarmi delle goccine nuove. Ne bastano un paio sul cuscino, nell'acqua della vasca o in una candela e l'aroma scelto ti farà una piacevole compagnia. L'ultimo acquisto è l'olio essenziale all'arancio dolce. Me l'ha consigliato un signore barbuto dall'aria molto esperta, il Dr. Giuseppe Giordano, che tra bilancini, tisane e spezie gestisce l'Erboristeria 'La Camomilla', in viale Montenero 13/15. Sul sito www.lacamonilla.it trovi un sacco di info. Vale la pena farci un salto. Online e dal vivo.

Intrattenimento mediato. Non so se hai già scoperto Rai5, il canale Rai sul digitale terrestre dedicato alla cultura. Se non ti sei già sintonizzato sull'ampia offerta di questa rete, tieniti un attimino libero per gustarti Cool Tour, divagazioni e approfondimenti su quello che a grandi spanne possiamo definire costume e società, ma è molto di più. Con la guida di Carlo Massarini e incursioni varie, se riesci ma immagino sia dura, va in onda dal lunedì al venerdì alle 17.30 e il sabato alle 18.00. Segnati anche il mercoledì alle 22.10: niente male il programma Icone, corpi che parlano, condotto da Marco Ferrante, che ti spiega come e perchè nasce un mito. La scorsa settimana era dedicata all'indimenticabile Oriana Fallaci ( se non hai mai letto almeno Una Lettera a un bambino mai nato, corri e divoralo in un paio d'ore). Mercoledì 1 febbraio tocca a Michele Santoro.

Intrattenimento live - Cabaret d'antan. Una perla da gustare: vai a vederti Paolo Poli, in scena con lo spettacolo Il Mare, all' Elfo Puccini ( c.so Buenos Aires 33). Hai tempo fino al 5 febbraio, poi prosegue l'8 febbraio a Mestre. Un uomo di una grazia e di una follia disarmante. L'ho visto l'anno scorso, tra canzoni, racconti di Anna Maria Ortese, 4 boys bravissimi e l'ho intervistato qui, anche se il primo amore è scoccato qui.



Intrattenimento live - A tutto rock. Se sei uno dei fortunati che ha conquistato prima del sold out il biglietto per I Black Keys, stasera all'Alcatraz di Milano, beh, buon concerto. Se non ce l'hai fatta, buon ascolto. Questo video è già un cult e non ti devo spiegare perché. E buona settimana! Al prossimo " Se fem?"





Di Maria Teresa Melodia
mariateresa.melodia@gmail.com

21 gennaio 2012

Good Vibes/ Stay Curious


La curiosità nasce con noi appena apriamo gli occhi. Vogliamo vedere, sentire, toccare. Con tutti e cinque sensi. Quando sei piccolo è un attimo combinar guai spinto da troppa curiosità. Pluff. E cadi. Tac. E ti rovesci addosso tutta la pappa.

Vuoi toccare tutto. Le facce e le strade. I colori e le luci. I sassi, i vestiti, i cibi e pure i detersivi. E poi vuoi anche assaggiarli per sentire che sapore hanno e , perchè no, lanciarli per vedere se rimbalzano. Vuoi anche tirare i capelli. Degli altri. E pure le collane e gli orecchini. Per non parlare dei fili che diventano lunghi lunghi.

Vuoi aprire gli armadietti chiusi, scoperchiare i barattoli, vuoi spalmarti anche tu quella crema bianca che tua mamma si massaggia addosso dopo la doccia, solo per vedere l'effetto che fa. Vuoi infilare le dita, sempre sull'attenti, nei buchetti delle prese elettriche. E per fortuna, qualcuno ha comprato intelligenti tappabuchi (le mitiche copriprese) per far sì che tu possa continuare a scoprire tutto il mondo che c'è.

Perchè la tua missione è questa: non smettere mai di farti domande, di meravigliarti, di imparare. Non dimenticarti di essere curioso. Stay Curious.




Di Maria Teresa Melodia
mariateresa.melodia@gmail.com

17 gennaio 2012

New kids on the block/ I taglia e cuci di Peter, Mary e Kristina




Ho sempre amato i collage: con semplicità ricreano nuovi mondi, propongono insolite prospettive e accostamenti non considerati prima. Quelli di Peter Clark sono poi venati di un'ironia delicata...




E molti altri sono qui.

Anche Andrea Mary Marchall con l'aiuto Kristina Wilson accosta, questa volta con la pittura e la fotografia, universi differenti che poi sarebbero volti e corpi, raccolti nella serie Los Fridos

Li riconosci? Il risultato è spiazzante: immagini basate sui dipinti iconici della pittrice Frida Khalo a contrasto con il volto di porcellana della modella realmente fotografata e agghindata.


Ci hai mai pensato a scomporre la tua vita, la tua casa, il tuo look rubando qualcosa alla tecnica del collage, spostando pezzi qua e là e riassemblandoli in modo totalmente innovativo? L'effetto potrebbe essere interessante.



Di Maria Teresa Melodia
mariateresa.melodia@gmail.com

24 dicembre 2011

22 dicembre 2011

Crowdsourcing. Progetti di gruppo. Da Ridley Scott alla Farnesina fino al Pranzo di Natale

User Generated Content, crowdsourcing e co-creation. Ma anche intelligenza collettiva, creatività low cost, modello win-win. Parole che stanno entrando nel vocabolario del calderone comunicazione, dall'advertising al giornalismo. Ma cosa c'è dietro?

Il film Life In A Day, la storia di un giorno sulla terra attraverso i contributi degli utenti di You Tube, è l'esempio di crowdsourcing che più ha avuto risonanza. D'altronde è stato prodotto da Ridley Scott e coordinato dal regista premio Oscar, Kevin McDonald. Termine sintesi delle parole “crowd”, folla, e “outsourcing", il crowdsoursing si realizza quando una compagnia, un brand, un’istituzione affida a un numero indistinto di persone organizzate in una comunità virtuale la produzione di attività prima affidate ai dipendenti (come per primo ha definito Jeff Howe). Il modello alla base è molto semplice: si indice una call to action, ovvero un invito aperto corredato da un brief con cui si chiede agli utenti di mandare un video, un progetto, un'idea con le specifiche del caso. Il vincitore si aggiudica il premio in palio che può essere in denaro o corrisposto in visibilità o in altri benefit.

Per Life in A Day sono stati raccolti migliaia di ore di materiale e ne è nato un documentario presentato con successo al Sundance Festival. Si può vedere tutto, gratis, sulla piattaforma da cui è partito. Qui, con tanto di contributi, reazioni, pillole un anno dopo.


E dopo Scott, é arrivata anche la call to action di un altro big: Wim Wenders che ha chiesto ai suoi discepoli "Quante cose si possono dire, mostrare, raccontare in un secondo?". Da qui parte The Beauty of a Second, concorso online riservato a video lunghi un secondo, appunto. Un concorso promosso da Montblanc, marca che sull'idea e sul valore del tempo ha costruito la sua storia. E lui, Wenders invita propro ad "afferrare il secondo che ti sta più a cuore e ad immortalarlo da filmmaker"

Prima ancora del cinema, è proprio il mondo della pubblicità e dei marchi, sempre alla ricerca di idee usa e getta da vendere, ad aver sfruttato la pratica del crowd. Insomma, non fa una grinza: si attinge ai contributi creativi della folla per poi amalgamare il tutto sotto un disegno corente e definitivo.

E da qui nasce un ragionato scetticismo: ma, in mancanza di idee nuove, fior fiori di signori, con l'arte della maieutica, le vanno a fregare a menti in cerca di visibilità, a un costo minimo per poi dare il loro tocco finale e voilà...?

Indubbiamente, il crowdsourcing può contenere questa matrice furbescamente ladra, ma è anche espressione dell'evoluzione della comunicazione che si muove sempre più sui binari della condivisione e della partecipazione.

I progetti in crowdsourcing cominciano ad essere tanti: sono tutti raccolti qui ( consiglio di dare un'occhiata ad Eppela, a You Capital, a Zooppa) Proprio quest'ultima, piattaforma specializzata nel 'user generated advertising' ( ovvero campagne pubblicitarie realizzate dagli utenti del web) è stata scelta dal Ministero degli Affari Esteri che ha avviato un contest per l'ideazione della nuova immagine dell’Italia nel mondo. Qui il brief). Poi ci sono casi che hanno fatto un buco nell'acqua, come BootB, presentato come un marketplace della creatività da Pier Ludovico Bancale, spalleggiato da Matteo Marzotto e altri grossi nomi dell'imprenditoria italiana. Una realtà ormai morta o in standby da parecchi mesi, con tanto di reclami e richiesta di spiegazioni sulla relativa pagina Facebook.

Il modello si estende anche alla creazione di programmi per il piccolo schermo e ad oggi, la piattaforma più usata di video crowdsourcing è Userfarm, gestita da The BlogTv, società fondata da Bruno Pellegrini, che collabora anche con la Rai, e a cui avevo fatto qualche domanda qui.

Insomma, rivoluzione o fregatura? Pratica di pochi sgamati a danno di altri in cerca di gloria? Certamente ci sono delle regole che vanno rispettate. Stefano Torregrossa nel suo e-book gratuito "Masse Creative - Il fenomeno crowdsourcing: rivoluzione o fregatura?" affronta la questione. Si può scaricare qui.

Mi piace citare anche un interessante caso di diffusione del sapere, a scopi non commerciali, questa volta nel campo dell'informazione giornalistica, che fa riflettere sulle potenzialità della condivisione attraverso i social network: si chiama Year in hashtag e cosa sia lo spiega bene Arianna Ciccone qui.

E, dopo cinema, pubblicità, informazione, anche la moda con Bruce Weber guarda al crowdsourcing. Cliccate qui.

Infine, in periodo natalizio, segnalo anche una piccola casa di produzione, Marechiaro Film, che ha realizzato Un Pranzo di Natale, un docu-film di Antonietta De Lillo, unione di frammenti della vita di molte persone. Un film partecipato da guardare qui e qui. Pezzo per pezzo, giorno per giorno. Il film intero sarà disponibile dal giorno di Natale.

Ecco il video con Bea e Gabriele che raccontano la loro festa carina...

Di Maria Teresa Melodia
mariateresa.melodia@gmail.com

09 dicembre 2011

Cose di carta/ Women#2


Dopo il primo numero di Women, è arrivato anche il secondo in limited edition, presentato con frizzi e lazzi alla Triennale di Milano. Per la rubrichetta What if ho parlato con una pioniera del web che si è inventata Storie Digitali e poi ho seguito una manager alle prese con un mini-programma di disintossicazione....In fondo tutti siamo un po' drogati, senza rendercene conto...

Per chi é curioso è tutto scaricabile qui

E dall'11 dicembre il magazine ha anche una casa online qui




Di Maria Teresa Melodia
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08 dicembre 2011

Schegge/Baci scagliati altrove

Appunti per il futuro. Che sia un libro ( l'ultimo è di Sandro Veronesi), un film, uno show, una pubblicità (vedi l'ultima scandalosa di Benetton!), un'opera d'arte o una mostra come questa, l'ingrediente bacio continua ad essere il miglior spot che ci sia. L'effetto buzzzzz è assicurato (leggi passaparola brulicante).























Di Maria Teresa Melodia
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